
La pratica di Jonas Moënne nasce da un rapporto autentico con il mondo vivente, alimentato dall’universo montano e rurale da cui proviene. La sua ricerca sul fuoco, profondamente sperimentale, troverà nella residenza di Sant’Orsola a Firenze l’occasione per proseguire queste indagini, mettendo in dialogo la storia del luogo con quella della natura che circonda il capoluogo toscano.
Il passato religioso del monastero lascerà spazio a una narrazione in cui piante e animali introdotti durante il Rinascimento incontreranno le specie che oggi sono in fase di acclimatazione. Lontano da una visione puramente decorativa, questo progetto intende rendere visibili i legami invisibili che uniscono gli ambienti umani e naturali, offrendo al contempo uno sguardo poetico e impegnato sulle profonde trasformazioni del paesaggio contemporaneo.
Questo dialogo sulle circolazioni e sulle trasformazioni dei biotopi troverà certamente un ulteriore sviluppo nei saperi artigianali toscani del vetro e della ceramica, mettendo in relazione artigianato, paesaggio e memoria.
« Ci sono opere che raccontano storie. E ci sono artisti che si affermano come narratori. Jonas Moënne (nato nel 1992) è uno di questi. Forse questa caratteristica affonda le sue radici nel contesto che lo ha visto crescere: il massiccio del Monte Bianco. Un mondo contadino, ancora permeato di folklore e antiche credenze, dove la natura, immensa, invita l’uomo a rimanere umile e dove i paesaggi si susseguono come una teoria di sculture monumentali. Un universo profondamente legato alla terra, ed è proprio questa terra, intesa come materia, che l’artista ha scelto di esplorare trasferendosi a Bruxelles per studiare a La Cambre, dopo il percorso alla Villa Arson di Nizza. Nel corso di questa formazione, riaffermando con decisione il proprio legame con i saperi artigianali all’interno dell’arte contemporanea, Jonas Moënne si è appropriato dei linguaggi del fuoco con la volontà di condurli altrove, là dove non li si aspetta, in un percorso intenso in cui l’alchimia si intreccia con il sogno a occhi aperti. Un invito ad adottare uno sguardo diverso sul mondo, audace e fuori dagli schemi, e a immaginare nuove modalità di pensiero.» - Estelle Spoto [tradotto dal francese]
Museo Sant’Orsola
Il Museo Sant’Orsola è un museo “in costruzione”, situato in una parte dell’antico convento fiorentino di Sant’Orsola nel quartiere di San Lorenzo, nel cuore di Firenze. Questo luogo, che ha conosciuto numerose trasformazioni ed è rimasto inaccessibile per oltre 40 anni, è oggi al centro di un ampio progetto di riqualificazione.
Una delle principali aspirazioni del futuro Museo Sant’Orsola è contribuire a rivelare il passato del luogo attraverso espressioni artistiche contemporanee. Dal 2023 il museo organizza mostre all’interno del complesso e invita artisti contemporanei a confrontarsi con il monumento e la sua storia attraverso la realizzazione di opere site-specific. Inoltre, dal 2022 è stato avviato un programma di residenze artistiche rivolto a artisti emergenti e mid-career. La residenza offre all’artista selezionato/a la possibilità di sviluppare un percorso di ricerca di solito orientato alla definizione di un progetto site-specific in dialogo con la storia, le stratificazioni e/o l’architettura dell’ex convento di Sant’Orsola. Durante la residenza, l’artista beneficia di una borsa a sostegno del periodo di ricerca, di un alloggio e di uno spazio di lavoro, ed è accompagnato/a da un supporto curatoriale e tecnico messo a disposizione dal museo. Gli esiti del percorso di ricerca sono generalmente presentati al pubblico nell’ambito di manifestazioni artistiche di ampia visibilità.
Ad oggi sono state realizzate due residenze: quella dell’artista Sophia Kisielewska Dunbar (giugno–settembre 2022), i cui esiti sono stati presentati nella mostra Oltre le mura di Sant’Orsola (2023), e quella del duo Cécile Davidovici & David Ctiborsky (maggio–giugno 2024), il cui lavoro è stato presentato nella mostra collettiva The Rose That Grew From Concrete (5 settembre 2025 – 4 gennaio 2026).
Il museo è stato fondato da una società francese, Artea, che gestisce l’intero complesso di Sant’Orsola e il sito presenta storici legami con la Francia; in questa prospettiva, il programma di residenze intende rafforzare il dialogo culturale tra Francia e Italia, favorendo mobilità artistica, ricerca e produzione contemporanea in un contesto patrimoniale di forte valore storico e identitario.
Photo Jonas Moënne ©Harold Lechien


