Alla fine degli anni Novanta, qualcosa è cambiato nel modo in cui il mondo ascoltava la musica elettronica, e quel cambiamento aveva un accento francese. Daft Punk, Air, Cassius, Justice più avanti: un gruppo di produttori che ha preso il funk, la disco e l’house americana e li ha rimescolati con un gusto tutto francese per la melodia e il groove filtrato.
Il termine «French Touch» nasce proprio per descrivere questo suono riconoscibile: bassi profondi, campionamenti soul e disco, filtri che aprono e chiudono le frequenze creando quell’effetto ipnotico diventato una firma. «Homework» dei Daft Punk, uscito nel 1997, è probabilmente il disco che ha reso questo movimento un fenomeno globale, ma la scena era molto più ampia, radicata nei club parigini e in un’intera generazione di dj che si scambiavano dischi e idee.
Quello che rende la French Touch interessante non è solo il suono, ma il contesto: la Francia degli anni Novanta viveva una crisi di identità culturale nella musica pop, schiacciata tra il rock anglosassone e la propria tradizione di chanson. L’elettronica ha offerto un terzo spazio, dove essere francesi non significava più cantare in francese, ma reinventare un genere già esistente con una sensibilità propria.
Oggi l’eredità della French Touch si sente ovunque, dal pop mainstream alle produzioni indie, ed è uno dei rari casi in cui la musica francese ha esportato un intero linguaggio sonoro, invece di limitarsi a esportare canzoni. Un capitolo fondamentale per chi vuole capire come la Francia dialoga con la modernità senza rinunciare al proprio stile.
3 dischi «French Touch»:
- Daft Punk — «Homework» (1997) — il disco fondativo del genere, quello che ha portato il suono filtrato della French Touch fuori dai club parigini e nelle classifiche di tutto il mondo. Da qui partire con «Around the World» o «Da Funk».
- Air — «Moon Safari» (1998) — il lato più sognante ed elegante della scena, elettronica atmosferica più che da club. «La femme d’argent» e «Sexy Boy» restano il modo migliore per capire quanto la French Touch fosse anche estetica, non solo groove.
- Justice — «†» (Cross, 2007) — la seconda generazione del movimento, più aggressiva e satura, prova che il filone non si è fermato ai Daft Punk. «D.A.N.C.E.» è il punto d’ingresso perfetto, quasi un omaggio dichiarato ai padri fondatori.
I luoghi simbolo della French Touch a Parigi
- Rex Club — 5 Boulevard Poissonnière, 75002 Paris. Aperto nel 1988, è il club storico dell’elettronica parigina.
- Le Palace — 8 Rue du Faubourg Montmartre, 75009 Paris. Ex tempio della notte parigina dagli anni Settanta-Ottanta.
- Silencio — 142 Rue Montmartre, 75002 Paris. Club creato da David Lynch, riferimento più recente della scena creativa notturna.
- Concrete — Port de la Rapée, 75012 Paris. Storico club sulla Senna, tempio della scena house e techno erede della French Touch. Va segnalato che ha chiuso nella sua sede originale qualche anno fa, quindi conviene citarlo come luogo storico piuttosto che come indirizzo attivo oggi.


