Ci sono nomi che, anche fuori dalla Francia, tutti riconoscono almeno di sfuggita: Édith Piaf, Charles Aznavour, forse Stromae, che pur essendo belga è ormai parte del patrimonio della canzone francofona. Ma dietro questi grandi nomi c’è una scena molto più ricca, fatta di voci che meritano di essere scoperte.
Barbara, per esempio, ha scritto alcune delle canzoni più intense e poetiche della musica francese, con testi che sfiorano la letteratura. Jacques Brel, belga anche lui ma amatissimo in Francia, ha portato la chanson a un livello quasi teatrale, capace di far piangere e ridere nello spazio di tre minuti. Serge Gainsbourg ha invece rotto ogni regola, mescolando provocazione, ironia e raffinatezza musicale in un modo che nessuno prima di lui aveva osato.
Più vicini a noi, artisti come Christine and the Queens hanno portato la musica francese su un piano internazionale con un pop sofisticato e visivamente identitario, mentre Zaz ha riportato in auge lo swing e il jazz manouche con una voce calda e popolare. Nel rap e nell’hip hop, nomi come MC Solaar hanno dimostrato che il francese può essere una lingua perfetta per il flow, tanto quanto l’inglese.
Conoscere questi artisti significa anche capire meglio la Francia stessa: le sue contraddizioni, il suo rapporto con la lingua, la sua capacità di reinventare continuamente i propri riferimenti culturali. Ogni epoca ha avuto il suo interprete capace di raccontare lo spirito del tempo, e scoprirli oggi è un modo diverso, più diretto e più emotivo, di avvicinarsi alla cultura francese.

Édith Piaf (1915-1963) — Voce simbolo della chanson francese, cresciuta per strada a Parigi prima di essere scoperta in un cabaret di Pigalle. Ha reso celebri brani come «La vie en rose» e «Non, je ne regrette rien», diventando un’icona internazionale della canzone d’amore francese.

Jacques Brel (1929-1978) — Nato a Bruxelles ma adottato dalla scena parigina, ha portato la chanson a un registro quasi teatrale, capace di alternare ironia e disperazione nello spazio di una stessa canzone. Tra i suoi brani più noti, «Ne me quitte pas» e «Amsterdam».

Serge Gainsbourg (1928-1991) — Provocatore e sperimentatore instancabile, ha attraversato jazz, pop, funk ed elettronica senza mai fermarsi su uno stile. Celebre per il duetto «Je t’aime… moi non plus» con Jane Birkin, resta una delle figure più controverse e influenti della musica francese del Novecento.

Barbara (1930-1997) — Cantautrice e pianista, ha scritto testi di grande intensità poetica, spesso autobiografici. «L’aigle noir» resta il suo brano più celebre, ma la sua opera è nota soprattutto per la profondità letteraria dei testi.

Georges Brassens (1921-1981) — Chitarra, voce roca e testi taglienti contro il conformismo sociale: è considerato l’erede diretto della tradizione dello chansonnier satirico. «Les copains d’abord» è tra i suoi brani più amati.

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Zaz (Isabelle Geffroy, 1980) — Voce calda che mescola chanson, jazz manouche e swing. Il singolo «Je veux», uscito nel 2010, l’ha resa nota anche fuori dalla Francia, portando un pubblico giovane a riscoprire sonorità più tradizionali.

Stromae (Paul Van Haver, 1985) — Belga di origine ruandese, ha reinventato la chanson francofona mescolandola a elettronica e ritmiche africane. «Alors on danse» (2010) è diventato un successo globale, mentre i suoi testi affrontano spesso temi sociali complessi.

Christine and the Queens (Héloïse Letissier, 1988) — Pop sofisticato, identità visiva fortissima, scrittura che mescola francese e inglese. Con «Saint Claude» e gli album successivi ha portato la musica francese contemporanea su un piano internazionale, imponendosi come una delle voci più originali della sua generazione.


