Mangiare bene spendendo poco a Parigi non è un compromesso recente dettato dal turismo di massa: è una tradizione che affonda le radici nell’Ottocento, quando la città inventò un intero genere di locali pensati apposta per nutrire chi lavorava con poche monete in tasca. Conoscere questa storia aiuta anche a orientarsi oggi tra le vere occasioni e le trappole per turisti.
Un ultimo consiglio pratico, utile ovunque in città: nei bar e ristoranti francesi l’acqua del rubinetto è sempre gratuita se richiesta come «une carafe d’eau», un dettaglio che può fare la differenza su un pranzo tirato.
QUATTRO INDIRIZZI DA PROVARE
Bouillon Chartier — 7 Rue du Faubourg Montmartre, 75009 Paris Il bouillon storico del 1896, ancora oggi con diversi piatti sotto i 10 euro.
Il caso più interessante è quello dei bouillons. Il termine indicava originariamente il semplice brodo di manzo servito nelle mense operaie parigine di fine Ottocento, ma finì per dare il nome a un intero modello di ristorazione: sale enormi, menu brevi, prezzi fissi bassissimi, servizio velocissimo, pensato per sfamare centinaia di operai e impiegati in poco tempo. Il Bouillon Chartier, aperto nel 1896 vicino ai Grands Boulevards, è il sopravvissuto più celebre di quell’epoca: décor liberty originale, camerieri che scrivono ancora l’ordinazione sulla tovaglia di carta, e un menu di cucina francese classica dove diversi piatti restano sotto i 10 euro. Negli ultimi anni il modello è stato rilanciato con successo da indirizzi come Bouillon Pigalle, prova che l’idea ottocentesca di mangiare dignitosamente e in fretta non è mai davvero passata di moda.
L’As du Fallafel — 34 Rue des Rosiers, 75004 Paris Il falafel più celebre del Marais, cuore storico della comunità ebraica parigina.
Un’altra pagina di questa storia riguarda l’immigrazione. Il Marais, oggi quartiere alla moda, resta anche il cuore storico della comunità ebraica ashkenazita e sefardita di Parigi, e da quella tradizione arriva uno dei pranzi economici più amati della città: il falafel servito in pane pita, spesso farcito con melanzane fritte, cavolo rosso e salsa tahina. Locali come L’As du Falafel in rue des Rosiers hanno reso quell’angolo di strada una tappa quasi obbligata, con un pasto completo che si aggira ancora intorno ai 9-10 euro. Poco più a est, tra Belleville e Ménilmontant, è invece l’immigrazione nordafricana ad aver lasciato in eredità un’offerta ricchissima di couscous a prezzi contenuti, spesso in locali a conduzione familiare aperti da decenni.
Chez Aline — 85 Rue de la Roquette, 75011 Paris Ex macelleria chevaline riconvertita in un’istituzione del jambon-beurre.
Per chi cerca invece il pranzo più rapido e quotidiano, il panino jambon-beurre resta la misura di tutte le cose: baguette croccante, burro e prosciutto cotto, niente di più. Locali storici come Chez Aline, ricavato in un’ex macelleria chevaline (le macellerie specializzate in carne di cavallo, un tempo diffusissime a Parigi) nel quartiere di Charonne, ne hanno fatto una piccola istituzione, dimostrando che anche il pasto più semplice può avere una sua storia da raccontare.
La Crêperie Bretonne — 56 Rue du Montparnasse, 75014 Paris Storica creperia nella via nata dalla migrazione bretone via Gare Montparnasse.
Anche la crêperie ha una storia migratoria precisa: la concentrazione di creperie intorno a Montparnasse non è casuale, ma discende dall’arrivo storico dei lavoratori bretoni a Parigi proprio attraverso la Gare Montparnasse, il terminal dei treni provenienti dalla Bretagna. Una galette salata di grano saraceno seguita da una crêpe dolce, magari con un bicchiere di sidro, resta oggi una delle formule più economiche e autenticamente regionali della città, spesso sotto i 10 euro nella versione pranzo.



