Danza

Festival Internazionale Bolzano Danza

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#LaFranciainScena I V Edizione
organizzato nell'ambito di:

Nato nel 1985 e premiato con crescente successo, il Festival Internazionale di Bolzano Danza - diretto da Emanuele Masi - è uno dei più importanti eventi culturali italiani nel campo della danza contemporanea. Spettatori, giornalisti e professionisti seguono l’evento in programma ogni anno a luglio, confermando l’interesse per le sue proposte artistiche e la sua capacità di coinvolgere la città.
L’attrazione turistica del luogo e la doppia linea del Festival: esibizioni sul palcoscenico del moderno teatro comunale e l’azione culturale nella città, hanno reso Bolzano Danza un punto di riferimento nella scacchiera dei festival estivi europei.

Nel 2018, la 34a edizione ha aperto un nuovo programma triennale (2018-2020) dedicato all’incontro con la città. Attingendo da alcuni dei più grandi nomi sulla scena mondiale e promettendo giovani artisti che offrono una varietà di scritture legate al presente, importanti innovazioni nella programmazione sono state introdotte dalla presenza di un curatore ospite. Il compito di questa figura è portare una visione diversa alla sezione Outdoor dedicata all’esplorazione dello spazio pubblico in un programma specifico in parallelo a quelli presentati nelle sale del Teatro Comunale di Bolzano.

FOCUS SEZIONE OUTDOOR

Curatrice ospite Rachid Ouramdane
In collaborazione con CCN2 - Grenoble
 
Nel 2019, ospite curatore della sezione all’aperto è il coreografo francese Rachid Ouramdane, direttore del Grenoble Centro Coreografico Nazionale (CCN2) e artista ospite di Bolzano Danza questi tre anni durante i quali ha presentato tre spettacoli e un progetto per un sito specifico, coprodotto con Museion (il Museo di arte contemporanea di Bolzano). L’azione culturale di Ouramdane è di proseguire il lavoro iniziato dalla precedente guest curator nel 2018 (Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia nel 2014), alla ricerca di un coinvolgimento sempre più ampio della città e del pubblico.
 
«La mia terra interiore»
Ciò che ci separa dagli altri si riferisce regolarmente a divisioni territoriali, confini, questioni di identità, punti legali, politiche nazionali. Cose che il mondo «reale» comprende con più o meno facilità. Che dire delle differenze meno visibili e meno identificabili che provengono dall’esperienza interiore di ciascuno? I sentimenti di appartenenza a un luogo, a un paesaggio, a un gruppo, che sono forgiati nell’intimità di una vita quotidiana condivisa e che disegna cartografie affettive. Sto pensando di lavorare con Bolzano Danza da questa prospettiva. Quello dello sprazzo di questi territori interiori che ridefiniscono i nostri legami e ciò che rende la comunità
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Rachid Ouramdane
 

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