Alla ricerca dell'Europa perduta

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Il Goethe-Institut Palermo e l’Institut français Palermo
presentano

ALLA RICERCA DELL’EUROPA PERDUTA

Mercoledì 8 maggio 2019, ore 18
Goethe-Institut Palermo, Sala Wenders

Cantieri Culturali alla Zisa
via Paolo Gili 4, Palermo
ingresso libero

ore 18
Proiezione del film documentario
Les enfants d’Erasmus – L’Europe pour tous?
I figli d’Erasmus – L’Europa per tutti?
di Angeliki Aristomenopoulou e Andreas Apostolidis
(Francia/Grecia/Irlanda/Bulgaria, 2019, 72 min., v.o. con sott. italiani)

a seguire
Tavola rotonda con i giornalisti
Piero Meucci e Benedetta Gentile
Autori del libro Alla ricerca dell’EUROPA perduta (ediz thedotcompany, 2019)
Modera Roman Maruhn, Goethe-Institut Palermo

Di fronte all’euroscetticismo, i benefici educativi e culturali dell’Unione Europea vengono spesso dimenticati. Il documentario «Les enfants d’Erasmus – L’Europe pour tous?» prova a mettere in risalto il programma di mobilità Erasmus che dal 1987 ha permesso a più di nove milioni di Europei di studiare, lavorare e fare volontariato in un altro Paese europeo.

L’Assemblea degli stati membri nacque 40 anni fa come pilastro democratico in un sistema politico istituzionale non omogeneo e influenzato prima dai postumi del conflitto mondiale e poi dalla guerra fredda. Oggi il sistema scricchiola, la sua formula è messa in forse e il suo futuro in pericolo. La crisi economica, il fenomeno delle migrazioni, la Brexit e un quadro geopolitico caratterizzato da egoismi nazionali e da nuovi imperialismi pesano come macigni sulle scelte degli oltre 400 milioni di europei chiamati alle urne dal 23 al 26 maggio 2019 per rinnovare il Parlamento dell’Unione. Le forze politiche che difendono il progetto d’integrazione si scontrano ogni giorno, e da anni, con un ampio e agguerrito movimento euroscettico. Populismo contro élite, sovranisti contro comunitari, nuove destre contro sinistre in crisi.

Nel corso della tavola rotonda si parlerà degli schieramenti in lotta, delle proposte in campo e degli scenari del dopo-voto.


Sul film
Les enfants d’Erasmus – L’Europe pour tous?
I figli d’Erasmus – L’Europa per tutti?
di Angeliki Aristomenopoulou e Andreas Apostolidis
Coproduzione: ARTE GEIE, Anemon Films, Seppia, Underground Films, Agitprop in collaborazione con RTE, RTP, MKRTV, CYBC, BTV
Francia/Grecia/Irlanda/Bulgaria, 2019, 72 min., v.o. con sott. italiani

«Les enfants d’Erasmus – L’Europe pour tous?” (I figli d’Erasmus – L’Europa per tutti?) accompagna il viaggio di cinque Europei che lasciano le loro città per partecipare al programma di mobilità Erasmus. Il film segue ognuno di loro per un arco di tempo che va da uno a sei mesi, durante il quale le loro idee, la loro identità e i loro valori saranno messi in discussione a contatto con una nuova realtà.

Parallelamente, si incontrerà la prima generazione di studenti Erasmus (1987-1997), che sottolineano l’influenza di questa esperienza sulla loro vita e ci aiutano a comprendere meglio l’evoluzione dell’Europa negli ultimi trent’anni.

Acclamato come strumento di integrazione, il primo programma di mobilità, lanciato nel 1987 e destinato agli studenti dell’istruzione superiore, è stato tuttavia criticato in quanto ne faceva beneficiare principalmente i giovani provenienti da ambienti privilegiati. Il film riflette così gli attuali tentativi del nuovo programma Erasmus+, istituito dal 2014, di raggiungere maggiormente altri settori professionali, giovani e adulti con minori opportunità, tra cui disoccupati, migranti, artigiani, dipendenti e volontari. Accessibile in circa 30 Paesi, il programma ha beneficiato 9 milioni di persone nel corso dei suoi 31 anni di storia.

I giovani protagonisti di questo film che partecipano al programma provengono quindi da contesti socio-economici diversi in Europa. Studiano, lavorano o fanno volontariato in diversi campi (istruzione, tecnologia, architettura, assistenza ai rifugiati, artigianato). Rappresentano la futura generazione di Europei. Le loro storie sono presentate sullo sfondo dell’attuale crisi di legittimità e identità europea, alimentata da tassi di disoccupazione giovanile senza precedenti (nell’agosto 2017, la disoccupazione ha raggiunto il 43,3% in Grecia, il 38,7% in Spagna, il 35,1% in Italia e il 23% in Francia).

Queste due generazioni, questi profili totalmente diversi, ci permetteranno di comprendere a fondo il processo di «più europeo» e gli ostacoli che ancora inibiscono questa integrazione. Brevi interviste a sociologi, storici ed esperti che hanno studiato il fenomeno Erasmus, la mobilità e i temi dell’identità in Europa completano il quadro e forniscono una panoramica di un continente in transizione.

Dalla Guerra Fredda e un’Europa divisa, all’area Schengen senza frontiere e all’attuale crisi migratoria, i diversi livelli di testimonianza e analisi, uniti alla visione intima e cinematografica del viaggio di ogni persona, mettono in discussione il potere di trasformazione, mobilità e integrazione del nostro continente.

Piero Meucci
Piero Meucci, giornalista, per la maggior parte della sua attività professionale ha lavorato per il gruppo Il Sole24Ore e l’Agenzia Ansa, per la quale è stato corrispondente dalla Germania. Ha fondato e diretto il quotidiano Il Corriere di Firenze e, precedentemente, ha guidato la redazione fiorentina del quotidiano Paese Sera. Nel settore pubblico è stato a capo dell’ufficio stampa del Ministro per la Coesione Territoriale, direttore della comunicazione multimediale della Giunta regionale toscana e ha diretto l’Agenzia per le attività di informazione del Consiglio regionale della Toscana. Dal settembre 2011 dirige il giornale online StampToscana. È autore di saggi e curatore di libri sul giornalismo e su temi dell’economia.

Benedetta Gentile
Benedetta Gentile, giornalista e scrittrice, è nata a Firenze nel dicembre del 1944 e vive ora tra Roma e Parigi. È stata per l’Agenzia Ansa corrispondente da Bruxelles, Ginevra, Londra e Parigi. Ha collaborato con diverse testate tra cui l’Espresso, il Messaggero e il Corriere del Ticino. Attualmente continua a collaborare con Il Sole24ore, Prometeo e per StampToscana. Ha scritto con Francesco Bianchini I Misteri dell’Abbazia (Le Lettere, 2014), con Vanna Vannuccini Suonare il Rock a Teheran (Feltrinelli, 2014) e con il nipote Olmo Sartori Il cubo di Horus (Stampeditore, 2017).