
24 maggio 2026, 20.30 / Cinema De Seta
Shakespeare a Palermo
di Francesca Comencini
Italia-Francia 1998 / 87’ / v.o. sott. it. e fr.
con Carlo Cecchi, Iaia Forte, Valerio Binasco, Arturo Cirillo, Vito Di Bella, Viola Graziosi, Andrea Puskin, Lorenza Indovina, Barbara Callari, Tommaso Ragno, Roberto De Francesco, Spiro Scimone, Francesco Sframeli
produttori Serge Lalou, Gioia Avvantaggiato, Patricia Conord, Matteo Bavera - produzione Les Films d’Ici, GA&A
Alla fine degli anni Novanta, in un teatro distrutto nel pieno centro di Palermo, Carlo Cecchi sta lavorando alla messa in scena del Sogno di una notte d’estate, secondo spettacolo della sua trilogia shakespeariana, tradotto dalla poeta Patrizia Cavalli. La regista Francesca Comencini – che vede in Cecchi l’ultimo esponente di un’Italia non asservita alla comunicazione e al potere berlusconiano – decide di seguirlo ed è autorizzata a riprendere le prove dello spettacolo, a condizione che faccia tutto da sola e con discrezione. La magia del teatro rimette in vita le macerie del Teatro Garibaldi, e i capannoni dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, animati da un gruppo di giovani attrici e attori guidati da uno dei più importanti registi teatrali del secolo, sembrano incarnare il sogno di una possibile ricostruzione morale e civile all’indomani delle stragi di mafia del 1992.
Co-prodotto dalla televisione francese e a lungo introvabile, il documentario di Francesca Comencini è un’ode all’Italia dei poeti, della grazia e dell’arte, ma anche un film sul lavoro teatrale e sulla compenetrazione assoluta fra l’opera e ciò che le sta attorno, per riscattare da una lunga nottata una comunità, una città e con esse, forse, l’intero Paese.
La regista
Nata a Roma nel 1961, regista e sceneggiatrice, studia filosofia all’università La Sapienza, ma interrompe gli studi per trasferirsi a Parigi, dove vive per diciotto anni e dove nascono i suoi tre figli. Il suo esordio, Pianoforte (1984), vince il Premio De Sica alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Da allora lavora instancabilmente tra documentario e finzione, misurandosi con temi che non smettono di interrogare la realtà e i suoi conflitti, tra cui Carlo Giuliani, ragazzo (2002), Mi piace lavorare (Mobbing) (2004), In fabbrica (2007), Lo spazio bianco (2009). Negli anni successivi dirige diversi episodi di serie tv come Gomorra – La serie e Django. Del 2024 è Il tempo che ci vuole, il film autobiografico dedicato al padre, Luigi Comencini, presentato al Festival di Venezia e vincitore dei Nastri d’Argento come miglior film e migliore sceneggiatura.
Biglietti
ingresso intero 6€ / ridotto queer card 5€ / student* 3€


