Arti visive

Philippe Nigro au Mobilier national : creazione in un atelier di eccellenza

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Fuorisalone 2021

Il Mobilier National 

Il Mobilier national ha attraversato la storia francese: nata più di tre secoli fa con il nome di Garde-Meuble royal, l’istituzione diventò «Mobilier impérial » con Napoleone e prese il nome di Mobilier national con l’avvento della Repubblica, nel 1870.
Dai tempi di Luigi XIV, si occupa di fornire, mantenere e restaurare mobili per gli alti luoghi del potere: castelli, palazzi ufficiali, ambasciate e ministeri.

A questa missione di conservazione si è aggiunta, da una sessantina di anni, una dimensione contemporanea: il Mobilier national dà impulso alla creazione di mobili tramite il suo Atelier de recherche et de création (ARC),  nato nel 1964 su iniziativa di André Malraux. Questo «laboratorio» non ha mai smesso di creare per lo Stato prototipi di eccellenza in stretta collaborazione con i migliori designer e artisti visivi francesi, firme conosciute e riconosciute come Alain Richard, Olivier Mourgue, Pierre Paulin, Roger Tallon, César, Isabelle Hebey, Marc Held, Philippe Starck, Sylvain Dubuisson, Olivier Gagnère, Andrée Putman, ecc. La mostra presentata per il Fuorisalone 2021 presenterà il lavoro di Philippe Nigro, un designer fortemente legato all’Italia.

Dopo essersi formato alla scuola Boulle, Philippe Nigro ha assistito per dodici anni l’architetto milanese Michele De Lucchi. Con questo vecchio compagno di viaggio del Gruppo Memphis, ha imparato a considerare il design come una disciplina culturale aperta e rafforzato il suo gusto per la sperimentazione.

La mostra

 

 

 

Su uno spazio di 180 metri quadrati, la mostra intende presentare il lavoro del designer Philippe Nigro nell’ambito del Atelier de Recherche et de Création del Mobilier National. Attraverso questo percorso il visitatore potrà scoprire il frutto del lavoro di questo designer in un atelier di Stato, unico nel suo genere, che ha sempre dimostrato il suo spirito di adattamento alle idee più nuove senza allontanarsi dalla sua preoccupazione per la perfezione. 

La serie Armadillo si ispira ai meubles à secrets, reinterpretando il secrétaire a cassetti nascosti, con una credenza e due colonne portaoggetti dall’apertura misteriosa. Nessuna maniglia compare sulla rivestitura: per rivelare il contenuto, basta arrotolare le loro facciate composte da più di 700 pezzi di legno. Veri e propri carapaci incernierati, presentate in faggio e noce, e la cui flessibilità ha richiesto diversi anni di ricerca.

La serie di sedute Hémicycle, progettata in collaborazione con il produttore ed editore francese Ligne Roset, attinge anche lei al registro storico del mobile francese per resuscitare una forma «dimenticata»: l’amorino (confident) - divanetto a forma di S con i suoi due posti “opposti” - emblematico del Secondo Impero e che permetteva di discutere senza dover girare la testa. Le forme morbide di queste sedie, dai sottili giochi di intrecci e di colori, dissimulano una struttura in rete metallica progettata dall’ARC. Particolare attenzione è stata dedicata al comfort dell’imbottitura progettata da Ligne Roset, che ha dato il proprio contributo mettendo al servizio l’esperienza maturata sul campo, combinando molle e schiuma di poliuretano ad alta resilienza.

Accanto ai pezzi ultimati, il Mobilier national e l’Institut français Milano hanno voluto svelare il processo creativo e il dialogo tra designer, atelier e ufficio tecnico di Ligne Roset. Schizzi, progetti e prototipi forniscono una panoramica delle diverse tappe di produzione e mettono in luce il savoir-faire degli artigiani dell’ARC, formati alle tecniche tradizionali e aperti ai nuovi processi di fabbricazione che integrano l’uso di macchine a controllo numerico.