Ciné Club 2026

J'en suis, j'y reste (One of Us)

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in presenza della regista Marine Place
organizzato nell'ambito di:

CINÉ CLUB 2026

Con biglietto: 5 € - acquisto online, in basso al post -


in collaborazione con
Associazione I Ken APS ETS e Festival OMovies

       

mercoledì 25 feb 2026 - ore 18.30
con la presenza della regista Marine Place
J’EN SUIS, J’Y RESTE (ONE OF US)

DOCU, Francia 2025, 96′, vo sott. it.

Attraverso questo documentario, Marine Place traccia il ritratto del Centro LGBTQIFA+ di Lille che accoglie da diversi anni persone fuggite dal loro paese a causa di persecuzioni omofobiche o transfobiche. Un team di attivisti volontari li aiuta a trovare le parole giuste e convincenti per ottenere il diritto d’asilo. Ciò che un tempo dovevano nascondere per sopravvivere, ora lo raccontano, lo vivono e lo condividono – gioie e dolori – in una solidarietà incrollabile.

MARINE PLACE

Marine Place è sceneggiatrice e regista di fiction e documentari, due generi che si intersecano e si ispirano a vicenda nella sua filmografia. Ha scritto e diretto una decina di documentari, spesso su temi sociali. Nella fiction, dopo tre cortometraggi, ha diretto il suo primo lungometraggio, Souffler plus que la mer, nel 2017. Oggi si divide tra la realizzazione di documentari e la scrittura di fiction per il cinema e la televisione.

PREMIAZIONE

In collaborazione con l’Associazione iKen APS ETS e Omovies International Film Festival, con la Direzione Artistica di Carlo Cremona, il film J’en suis, j’y reste (One of Us) della regista Marine Place è il vincitore del premio “Miglior Lungometraggio” della 18a edizione di Omovies International Film Festival.

  • Durante l’incontro di giovedì 25 febbraio, oltre al dialogo con la regista, ci sarà la consegna del premio ufficiale con la seguente motivazione: 

J»’en suis, j’y reste (One of us) merita il premio come Miglior Film. Perché tocca il pathos di così tante persone LGBTQ+ molestate, perseguitate e violentate nei loro paesi d’origine e che trova accoglienza nelle case rifugio. Mostra quanto travaglio debbano affrontare per ottenere lo status di rifugiati nei paesi sicuri. La narrazione non è solo reale, toccante e inquietante, ma anche interessante e ci riporta al lavoro quotidiano che a Napoli i Ken fa nella casa accoglienza Questa Casa non è un Albergo – Rainbow Center Napoli.”

Comunicato stampa in formato pdf