Dibattiti

FOCUS Gérard Mourou, Premio Nobel per la Fisica 2018

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Il genio di Leonardo per un futuro brillante

Il genio di Leonardo per un futuro brillante


Gérard Mourou, Elisabetta Baldanzi e il Teatro Le Nuvole


Tra i cinque sensi Leonardo collocò la vista al vertice della gerarchia sensoriale, descrivendola come il mezzo più importante in nostro possesso per comprendere gli infiniti meccanismi della natura. Si dedicò quindi agli studi di ottica, arrivando a osservazioni ed elaborazioni che saranno approfondite da altri fisici e matematici anni dopo, ed è proprio di alcuni dei raggiungimenti più recenti a cui si è giunti nel campo dell’ottica e della percezione che si parlerà in questa conferenza-spettacolo, in un viaggio tra passato, presente e futuro in compagnia del Premio Nobel Gérard Mourou.

L’evento si inserisce all’interno del Programma del Festival della Scienza Futuro Remoto, dedicato nel 2019 alla quinta rivoluzione industriale che porterà l’uomo e il robot a lavorare fianco a fianco in un’industria ripensata. Nei suoi trent’anni di vita, Futuro Remoto ha contribuito significativamente ad avvicinare il pubblico alla scienza e all’innovazione tecnologica.


Organizzato da: Città della Scienza, in collaborazione con Institut français Italia


  • Gérard Mourou è un fisico vincitore del Premio Nobel per la fisica del 2018, insieme a Donna Strickland e Arthur Ashkin. Pioniere francese nel campo dell’ingegneria elettronica e dei laser, Gérard Mourou condivide il Premio Nobel con la canadese Donna Strickland per aver co-inventato una tecnica di amplificazione dei laser chiamata Chirped Pulse Amplification, o CPA, che ha rivoluzionato la fisica dei laser a partire dal 1988, permettendo di aumentare di vari ordini di grandezza la potenza degli impulsi laser ultracorti. Questo risultato ha avuto ripercussioni importanti in vari settori applicativi, in particolare nel campo della chirurgia dell’occhio. Ma come dice Gérard Mourou, il meglio deve ancora arrivare perché questa tecnologia potrebbe permetterci di risolvere il problema delle scorie radioattive: bombardandole con laser ultrapotenti, si potrebbe modificare la loro composizione nucleare e renderle inattive in pochi minuti rispetto alle attuali migliaia di anni. Oggi professore all’École Polytechnique, è stato direttore del Laboratoire d’Optique appliquée presso l’ENSTA (Ecole NationaleSupérieure de Techniques Avancées) a Parigi e direttore fondatore del Center for Ultrafast Optical Science (CUOS) presso l’Università del Michigan.
  • Elisabetta Baldanzi è un fisico e svolge attività di ricerca presso il laboratorio di psicofisica della visione dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche Ino-Cnr di Firenze dove si occupa in particolar modo di luce, percezione visiva e opere d’arte. È stata responsabile della Lighting Academy della Fondazione Targetti, ha fatto parte del gruppo di divulgazione scientifica dell’Istituto nazionale di fisica della materia, collaborato con il Museo nazionale scienza e tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, partecipato alla Erice International School of Science Journalism, seguito la realizzazione di mostre didattico-scientifiche e organizzato oltre 150 eventi per promuovere la cultura scientifica. È autrice di numerosi articoli per l’Almanacco della scienza Cnr, e capitoli di libri come «IL LASER – cinquant’anni di idee luminose», Ed. Cnr e «Sustainable Lighting», Ed. Springer.