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Lorenzo Bastida e Volfango Dami, Lectura Dantis con violoncello

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A cura dell'Associazione Amici dell'Institut français

#LecturaDantisFirenze

AAIFF - Associazione Amici dell’Institut français

presenta 

 

Lorenzo Bastida e Volfango Dami, Lectura Dantis con violoncello

La recitazione è in lingua originale italiana. Il commento è in lingua in francese.

Purgatorio, canto XXVI 

  • Lorenzo Bastida presenta, descrive e commenta, accompagnato dal violoncello di Volfango Dami
  • Introduce: Marco Lombardi, Università di Firenze / AAIFF, Dante all’Institut français
  • PROSSIMA DATA Paradiso, canto XXXIII – ottobre 2021 (Bernard de Clairvaux, troisième et dernier guide de Dante, adresse à la Vierge sa suprême oraison)
  • Info sugli artisti https://dantepoesiaemusica.jimdosite.com/about/ 

La lettura sarà trasmessa in diretta su facebook.com/institutfrancais.firenze e sul canale youtube:  https://www.youtube.com/channel/UCk0pGcoN6GZx55UeTby7uog

 

«Ciò che intendiamo proporre al pubblico francofono è la fruizione del testo in originale, preceduto da un’introduzione che fornisca strumenti linguistici ed esegetici sufficienti ad ascoltare (non dico a comprendere, dico ad ascoltare: e chi di noi italofoni può in buona fede affermare di comprendere Dante?) la parola di Dante - molto più vicina al francese odierno di quanto non lo fosse la coeva lingua d’oil. Sono convinto che la «barriera linguistica» tra i nostri due modi di sgrammaticare il latino sia più che altro una barriera psicologica. La musica, lingua universale, dovrebbe agevolare questo trapasso.Il nostro piccolo viaggio bilingue all’interno del grande viaggio oltre la vita che è la Commedia di Dante fa tappa quest’anno sulla settima e ultima cornice del Monte Purgatorio, dove il pellegrino incontra le anime che si purificano dal peccato della lussuria. La stessa modalità di purgazione, piuttosto ardente, assimila chi ha rivolto il proprio amore al proprio sesso con chi, ci dice il testo, ha peccato ermafroditicamente. Nessuna sorpresa nell’osservazione che molti di loro, durante la loro vita, hanno praticato la poesia: tra cui due personaggi che Dante, poeta-pellegrino, riconosce come propri maestri. Il secondo ha il doppio privilegio di terminare la Canzone con le sue parole, e di farlo nella sua lingua madre: una lingua poetica se ce ne fu una, nel tardo Medioevo, che sopravvive ancora nel sud della Francia, nei repertori dei filologi e nel cuore di tutti coloro che amano la poesia perché amano l’amore.» Lorenzo Bastida 

DANTE all’Istituto Francese di Firenze, 2020

DI MARCO LOMBARDI

Nel 2019 l’evento è stato realizzato in presenza del pubblico all’Istituto Francese (IFF) nella Sala del Teatro dedicata al musicista e musicologo Romain Rolland, luogo significativo fin dal 1915 dell’incontro tra culture. L’amore colpevole tra Ginevra e Lancillotto era il tema nel 2019. Soggetto trattato nei corsi dell’Istituto che affrontavano il Medioevo francese e quello italiano. Tra l’altro, l’Istituto possiede un raro manoscritto pergamenaceo databile tra il 1200 e il 1210 Athis et Prophilias nel quale il tema della passione amorosa ha una sua diversa declinazione.  Nel 1907, Dante, il cui apporto alla cultura francese, letteraria, artistica, teatrale, musicale, è immenso, partecipa alla costruzione dell’idea dell’Istituto Francese di Firenze, insieme al San Francesco del dialogo con l’Altro, e agli Ideali di Libertà, Fraternità e Uguaglianza espressi dalla Grande Rivoluzione del 1789.  All’Università di Grenoble, l’eminente dantista Hauvette è maestro di Julien Luchaire, l’ideatore e il fondatore dell’Istituto Francese. Docenti specialisti di Dante come Augustin Renaudet insegneranno nella Sezione di Lettere Italiane in settanta anni di attività. È sempre all’insegna del Poeta che si realizza il riavvicinamento politico e culturale tra Francia e Italia tra Otto e Novecento. Alla realizzazione di questo riavvicinamento contribuiscono la Società Dantesca Italiana e la Dante Alighieri, istituzioni con le quali l’IFF rimarrà in collegamento. Negli anni ’50 del Novecento, Dante è considerato, oltre a San Francesco,  il deterrente contro la guerra fredda. In quel grave momento, Associazioni irradiate dal Casentino lavorano per la pace universale: Pierre Ronzy, allora direttore dell’Istituto, vi fa parte e vi collabora attivamente. Nel 1965, l’IFF vede la pubblicazione della traduzione (riedita nel 1984) della Divina  Commedia da parte di André Pézard, studioso e ricercatore presso l’IFF, del quale si conservano alcune lettere nell’Archivio dell’Istituto.  

Tra il 1915 e il 1919 l’Istituto Francese di piazza Ognissanti aveva ospitato per volontà di Julien Luchaire la Casa del Soldato italiano e francese. Una Biblioteca specifica vi era stata creata in particolare con Classici dell’Ottocento francese e con Classici italiani. Accanto ai capolavori d’oltralpe in lingua e in traduzione, l’Inferno di Dante è tra i libri in italiano più richiesti e più letti: l’Inferno dantesco prepara quei giovani militari all’inferno del fronte, alla discesa nelle trincee dalle quali sembra però impossibile risalire.

 

© Agnolo Bronzino, Ritratto di Dante, 1530 circa