Cinema & audiovisivo

LA JETÉE. DI CHRIS MARKER

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organizzato nell'ambito di:

LA JETÉE (1962) DI CHRIS MARKER

Lunedì 13 aprile 2026, ore 17:00

VO sottotitoli in italiano. Drammatico (128 min.)

INSTITUT FRANÇAIS ITALIE - SEDE DI FIRENZE

Prezzo unitario 5,00 €
Prezzo per i soci 3,00 €

Acquista online = https://www.institutfrancais.it/firenze/cinema-francese-vo-salta-la-coda...

Chi era Chris Marker, il misterioso cineasta allievo di Sartre e amico di Resnais? 

Di lui sappiamo solo che nacque nel 1921 in un sobborgo di Parigi, sotto il nome di Christian-François Bouche-Villeneuve – anche se diverse fonti sostengono che nacque a Ulan Bator, in Mongolia, da madre russa. Non sappiamo nulla riguardo alla sua formazione, se non che lungo il suo percorso ha studiato filosofia con Sartre e che successivamente, durante la seconda guerra mondiale, ha lavorato come traduttore e paracadutista a supporto degli americani. Era un viaggiatore, scrittore, videoartista, illustratore, fotografo, musicista, cineasta e informatico, poliedrico ed estremamente acculturato; lo scrittore Henri Michaux affermerà: «Bisogna abbattere la Sorbona per mettere al suo posto Chris Marker»), mentre il collega e amico Alain Resnais lo definirà “il prototipo dell’uomo del XXI secolo” per la sua insaziabile curiosità nei confronti delle novità espressive e linguistiche, per la capacità di cogliere propensioni e direzioni verso cui si indirizzava il mondo. In sintesi, Marker ha inventato un nuovo approccio al montaggio (definito “orizzontale”) introducendo allo stesso tempo una forma innovativa di “saggio” nel mondo del cinema, dando un nuovo sapore e valore al commentaire (voice-over), e creando una versione nobile del travelogue (testimonianza epistolare dell’esperienza del viaggio).

La Jetèe (1962) è un fotoromanzo ambientato in un contesto distopico post-apocalittico. Marker racconta la vicenda di un uomo che, davanti a un avvenire sicuro ma privo di amore, sceglie invece di rivivere un passato contraddistinto dall’immagine della donna amata e cementificata nella sua memoria fin da bambino. Non è un caso che quando Marker tra i suoi film preferiti abbia spesso citato Vertigo di Hitchcock