Arnaud Desplechin

Arnaud Desplechin

Ici et ailleurs: il cinema come romanzo

Arnaud Desplechin è un ciné- fils non ortodosso. Il suo è un cinema organico, di sentimenti ed emozioni, di realtà e immaginazione, di personaggi in cerca di se stessi, intriso di rimandi a quelli che sono e saranno sempre i suoi maestri: Truffaut, Hitchcock, Bergman. Si avvicina al cinema grazie al suggerimento dell’amico Eric Rochant, per il quale scrive nel 1989 Un mondo senza pietà. Nella prima metà degli anni Ottanta studia sceneggiatura e regia a La Fémis. Nel 1991 firma il mediometraggio La Vie des morts, primo tassello di un percorso con cui reinventa il  cinema francese dando vita a un lungo sodalizio con un’intera generazione di nuovi attori, tra cui Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric e Thibault de Montalembert. L’anno successivo dirige il primo lungometraggio, La Sentinelle (1992), presentato in concorso a Cannes e candidato al César come miglior opera prima e miglior sceneggiatura originale. Un thriller che a ronta il tema della morte, il dovere di ricordare chi è scomparso, con stile innovativo ed audace. Desplechin si conferma narratore radicale con il secondo lungometraggio, Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle) (1996), grande film generazionale in cui Amalric diventa l’alter ego di Desplechin, Paul Dédalus, un assistente universitario mai diventato professore che si divide tra due donne. La crescita, l’impossibilità di diventare adulti, la famiglia, il coraggio delle scelte, tornano in Esther Kahn (2000, dal romanzo di Arthur Symons) e Léo en jouant “Dans la compagnie des hommes” (2003, dalla pièce teatrale di Edward Bond), I re e la regina (2004, in concorso a Venezia) e Racconto di Natale (2008), film che trovano un consenso più ampio. Tra il documentario L’Aimée (2007) e il televisivo La Forêt (2014), Desplechin realizza il suo primo film statunitense, Jimmy P. (2013), con Benicio Del Toro e Amalric. L’anno successivo torna in Francia per a rontare le memorie dell’adolescenza nel prequel/sequel di Comment je me suis disputé … (ma vie sexuelle), ovvero I miei giorni più belli, ancora una volta con Amalric come protagonista. Il doppio, la creazione artistica, l’identità, l’amore, la follia, il corpo e il pensiero: temi che sono al centro di I fantasmi di Ismael, film d’apertura di Cannes 2017. Perché il cinema di Desplechin è un tentativo di esorcizzare la morte, un modo di raccontare per esistere.

 

Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle)
Francia, 1996 • 178’ • DCP • v.o. sott. It.

La Vie des morts / La vita dei morti
Francia, 1991 • 54’ • DCP • v.o. sott. It.

Les Fantômes d’Ismaël / I fantasmi di Ismael
Francia, 2017 • 135’ • DCP • v.o. sott. It.

Trois souvenirs de ma jeunesse / I miei giorni più belli
Francia, 2014 • 120’ • DCP • v.o. sott. It.

Un conte de Noël / Racconto di Natale
Francia, 2008 • 143’ • Blu-ray • v.o. sott. It.