Report - Dialoghi del Farnese

Arte e Chimica

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Questo dialogo del 15 marzo 2019 ha inaugurato il ciclo “Patrimonio e innovazione”, stagione di incontri italo-francesi sui temi patrimoniali comuni ai due paesi che si svolgerà a Roma, Firenze, Milano e Genova, nella prossima primavera.

Con Odile Eisenstein (Professoressa emerita di chimica presso l’Institut Charles-Gerhardt di Montpellier, membro dell’Académie des Sciences​) , Loïc Bertrand (direttore del laboratorio IPANEMA, rappresentante francese presso l’infrastruttura europea di ricerca sull’Heritage Science E-RIHS), Adriano Zecchina (professore emerito di chimica all’Università degli studi di Torino, membro dell’Accademia nazionale dei Lincei, autore dell’opera Alchimie nell’arte – «La chimica e l’evoluzione della pittura» (Zanichelli, 2012) Chimica e arte sono strettamente intrecciate.

L’arte, come la chimica, utilizza materiali e tecniche esistenti e può anche creare nuovi materiali. Di conseguenza, gli artisti del passato erano anche un po’ chimici senza saperlo. Oggi, la chimica aiuta a capire il passato. I progressi tecnologici consentono di analizzare in modo non invasivo qualsiasi oggetto del passato e di fare ipotesi ragionevoli sullo stile e sulle tecniche utilizzate per realizzare quell’oggetto.

Odile Eisenstein ci ha parlato dell’impatto dei composti chimici del khol usato dalle donne egiziane nel passato, delle origini chimiche dello sfumato di Leonardo da Vinci come proposto dalle analisi spettrometriche e della storia dei «Blu» nel corso dei secoli (blu egiziano, blu Han, blu viola e blu Maya). Infine, abbiamo visto attraverso diversi esempi e in particolare le opere di Anish Kapoor come le «molecole» possono provocare un sentimento artistico e possono anche essere utilizzate nell’arte. Il contributo di nuove immagini allo studio dei primi oggetti prodotti dalla fusione a cera persa, metodo che in seguito porterà ad uno dei metodi di produzione più diffusi nelle fonderie d’arte, e allo studio della conservazione dei dipinti da cavalletto, offre nuove prospettive per lo studio dei materiali antichi e del patrimonio.

Loïc Bertrand ha spiegato come questo rinnovamento richiede e alimenta lo sviluppo di metodi (scanner 3D, laser, grandi strumenti, ecc.) e si estende a»nuovi oggetti»come le vecchie proteine (proteomica) e materiali altamente alterati. Attraverso queste nuove sfide, la ricerca sul patrimonio sta rivoluzionando i modi in cui le scienze naturali, le scienze umane, le scienze ambientali e le scienze dei dati collaborano. 

Adriano Zecchina, ha fornito una panoramica storica sull’evoluzione dei pigmenti in pittura, dall’arte rupestre all’arte contemporanea, illustrando l’influenza che questa evoluzione ha avuto sulla pratica artistica.

 

Ritrovate le interviste dei nostri relatori 

https://www.youtube.com/watch?v=uaXhMuRXV4Q
https://www.youtube.com/watch?v=CD-E9FpWs90
https://www.youtube.com/watch?v=TiGR3LcXyUQ

Presentazione di Loïc Bertrand

2019-03_farnese_loicbertrand_vfin_72dpi.pdf