Artisti e mentori

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Juliette Minchin e caner teker sono i primi due artisti residenti ad inaugurare il programma di residenza dell’Atelier Panormos, da settembre a dicembre 2021.

Sono stati selezionati da due personalità di riferimento nel campo dell’arte contemporanea internazionale: Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, e Andrea Lissoni, direttore artistico della Haus der Kunst di Monaco di Baviera, che hanno accompagnato la nascita dell’Atelier Panormos come «mentori». Grazie alla loro conoscenza della scena artistica internazionale, Chiara Parisi e Andrea Lissoni hanno individuato i sei artisti che daranno il via al progetto di residenza nel corso del 2021 e del 2022 : Juliette Minchin, caner teker, Morgane Tschiember, Melika Ngombe Kolongo, Flaka HalitiSébastien Thiéry (collectif PEROU). 

JULIETTE MINCHIN

Juliette Minchin vive a Parigi dove si dedica alla scultura, all’installazione, al video e al disegno. Diplomata in scenografia presso la Scuola Superiore di arti decorative e dell’Accademia di belle arti di Parigi, compone le sue opere lavorando la materia, la luce, la dimensione olfattiva e il suono. Nel suo lavoro esplora i concetti connessi al tema della trasformazione. Testimone del trascorrere del tempo, le sue opere sono declinate in serie, presentate in condizioni diverse, giocando su una ambiguità fondamentale: nascita della materia o morte della forma, l’inizio e la fine si confondono. L’utilizzo di materiali naturali (come l’argillo o la cera) conferisce alle sue sculture una dimensione innegabilmente vivente, dove la superficie richiama l’aspetto della pelle.

«Credo che il mio modo di lavorare con la cera sia un po’ come la storia della Sicilia, in questa idea di ciclo e di trasformazione. Nel mio lavoro parlo molto di «rovine viventi». Mi ispiro ai riti scomparsi e ai riti italiani. Per me ha molto senso essere qui in Italia perché potrò, grazie a questa residenza, non vivere davanti ai miei riferimenti, ma vivere nei miei riferimenti ed immergermi nel patrimonio dei culti antichi. Ho intenzione di visitare templi, siti archeologici, lavorando su una serie di disegni e fotografie. Poi vorrei condurre uno studio sulla cera e l’acciaio avente per oggetto il panneggio antico. Lavoro con fogli di cera ancora calda, che deposito come un tessuto su strutture metalliche. Per queste strutture vorrei ispirarmi il più possibile all’architettura di Palermo, ma anche alla Sicilia, in cui si mescolano stili occidentali ed orientali». Juliette Minchin, juin 2021

caner teker

caner teker è sostenit.rice.ore, sostenit.rice.ore, sopravvissuta.o, coreografa.o. Nata.o nel 1994 a Duisburg,  vive tra Amsterdam, Berlino e Düsseldorf. caner teker si è laureato presso la Kunstakademie Düsseldorf nel 2019 (con il grado di “Meisterschüler.in”). Seguono dei studi post-laurea presso SNDO - School for New Dance Development (Amsterdam). caner teker si occupa degli intrecci intersezionali di identità, lavoro e post-migrazione nel contesto della sua esperienza personale e familiale turco-tedesca. Nel 2020, caner teker ha ricevuto il Förderpreis für Bildende Künste della città di Düsseldorf. Le sue performance sono state mostrate al Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen (Düsseldorf), Kunsthalle Düsseldorf, Julia Stoschek Collection (Berlino) e Atonal (Berlino). La performance ‘karadeniz’ è stata eseguita nel 2021 presso tanzhaus nrw (Düsseldorf) e HAU- Hebbel am Ufer (Berlino).

«La performance per me è una soluzione relativamente semplice, ma radicale, per evitare la produzione di immagini e per mettere in atto l’effimero.(…) Avevo l’impressione di dovere performare per motivi di rappresentazione nelle politiche identitarie. I temi che mi interessano- la costruzione dell’essere queer, il corpo come campo sperimentale, la danza turca Halay, i queer (sex)parties, - dovevano essere presentati attraverso il mio corpo, le mie esperienze, e non più attraverso altri corpi. (…) Oggi sono più convinto che la coreografia sia una ricerca sulla rappresentazione e il movimento tra i corpi.» caner teker per PW-Magazine, 11 Settembre 2020 (testo di Jette Büchsenschütz)

foto Juliette Minchin - Gregoire de Gaulle
foto caner teker-  Agustin Fariase