Report - Cultivons notre Jardin

BILANCIO DELLA PRIMA EDIZIONE DELLA STAGIONE CULTIVONS NOTRE JARDIN

Cultivons Notre Jardin si è svolta dal 6 settembre al  26 novembre 2018. Un ciclo nazionale di 36 incontri italo-francesi in 11 città, di cui 3 dialoghi del Farnese, 4 convegni, 1 esplorazione, 4 proiezioni, 2 mostre e 21 dibattiti sulle questioni climatiche, sulle città sostenibili, sul futuro delle città di fronte all’urgenza ambientale, in stretto partenariato con le università e alcuni dei più importanti festival e sedi di dibattito italiani .. Nel 2017, l’iniziativa Make our planet great again ha dato un nuovo impulso all’applicazione degli Accordi di Parigi. Come le città e i cittadini ripensano il rapporto con il loro ambiente? C’è spazio per la natura e le sue risorse in città? 135 relatori francesi e italiani paesaggisti, architetti, filosofi, urbanisti, biologi, cineasti, hanno cercato di rispondere alla domanda : come coltivare il proprio giardino?

Invitati dall’Institut français Italia a riflettere insieme sull’apporto di questi progetti in materia di riduzione dell’inquinamento, di protezione della biodiversità, di miglioramento del paesaggio, della sanità, del benessere, della coesione sociale. Hanno tutti una convinzione profonda: la necessità di inventare un modello di sviluppo che tenga conto dell’interazione tra l’uomo e la natura.
Dall’agricoltura urbana ai giardini condivisi, passando per la rivegetalizzazione delle strutture e la valorizzazione degli spazi aperti e quelli interstiziali: oggi emerge un rapporto più flessibile tra città e natura, nonché nuove dinamiche tra centri, periferie e campagna.


PROGRAMMA

In collaborazione con 2 festival: Festival della scienza con la conferenza di Gilles Boeuf » L’uomo e la natura, un rapporto inquieto»sulla sensazione di inquietudine, sensazione che dovremmo abbandonare per affrontare con ragione volezza e determinazione le nostre preoccupazioni ambientali. Siamo di fronte ad una nuova epoca, caratterizzata da un’economia che consiste a fare soldi distruggendo la natura, che esalta una crescita infinita in un mondo finito. 

 Il Festival Internazionale di Ferrara con un dibattito di Nelly Pons e Marco Fratoddi sul tema»Rallentare» sulla crescita illimitata,consumo eccessivo, iperconnettività, aumenti di rendimento e produttività… Di fronte ad una tale constatazione, solo una reazione: rallentare. È letteralmente un’arte di vivere, che ci invita a riprendere il potere sulle nostre esistenze: una pratica cosciente che si decide, si trasmette e si apprende.

DIBATTITi

 

AL Bosco temporaneo San Lorenzo, un convegno sul tema «Biodiversità, partecipazione e forme artistiche …

MOSTRE

MATHIEU PERNOT - DÉCONSTRUCTION

L’artista e documentarista procede sia con la realizzazione di serie di fotografie – a volte in risonanza le une con le altre attraverso personaggi, cronologie o temi – sia tramite l’incontro con immagini d’archivio. In tutti i casi questo nomadismo di immagini e di soggetti sottolinea il suo desiderio di evitare un racconto della storia a senso unico. Lo spostamento perpetuo delle sue immagini evoca dunque una realtà che è lontana dall’essere bloccata o immobile.

Il tema scelto per questa prima presentazione dei lavori dell’artista a Milano è la serie dei “Grands ensembles” (complessi immobiliari di grandi dimensioni) e delle trasformazioni urbane: sarà presentata nella galleria dell’Institut français Milano una selezione di opere tratte dal lavoro che l’autore realizza dal 2000 sui grands ensembles.

IL GIARDINO SICILIANO COME METAFORA

Se l’isola richiama l’idea di chiusura/isolamento, nessuna quanto la Sicilia sembra contraddire e contraddirsi a tal punto da proporre invece, una sua straordinaria apertura sul mondo. La Sicilia avrebbe potuto essere una riserva di vegetazione mediterranea. Non lo è, le specie provenienti da questa zona rappresentano meno del 12% della vegetazione locale. Il resto arriva da Asia, Africa, America del Nord o del Sud. L’Orto botanico di Palermo – tra i più importanti d’Europa e dell’area mediterranea - è al centro di questa metamorfosi del patrimonio vegetale concepito, dalla sua fondazione, come un’apertura alle piante del mondo da diffondere sul territorio. Giardino mediterraneo, dunque, terreno fertile. Come non associare questo esempio dal mondo naturale con un’apertura formale alle idee e agli uomini? È a questa convergenza tra biodiversità e miniera di idee che è dedicato “Il giardino siciliano come metafora”, in piena sintonia con gli spunti di Manifesta12.​

3 DIALOGHI DEL FARNESE - AUTUNNO 2018 - PALAZZO FARNESE

Gli eventi sono stati organizzati al Palazzo Farnese sui 3 temi :

  • La Natura, futuro delle città? con Stefano Boeri, architetto, Hervé Brunon, storico dei giardini e del paesaggio con la partecipazione di Mathieu Lucas, architetto paesaggista e Antonio Cianciullo, giornalista della Repubblica, che presentano il contributo dell’impianto nelle principali città del mondo.
  • «Smart, sostenibile: ripensare la vita urbana» con Eric Cassar, architetto, Nicola Delon, architetto, Carlo Ratti, architetto e Barbara Carfagna, TG1, con una riflessione sulla rivoluzione digitale nel nostro approccio al mondo e del suo impatto sui nostri modi di abitare la città e anche diu condividerla.
  • L’emergenza biodiversità con Gilles Clément, paesaggista, Gilles Boeuf, biologo, Stefano Mancuso, neurobiologo e Marco Fratoddi, giornalista (WEEC), sulla biodiversità minacciata delle specie animali e vegetali che potrebbe scomprarire dal pianeta con ripercussioni tragiche per il nostro ambiente.