Report di Noir alla francese a Una Marina di Libri di Palermo (7-10 giugno 2018)

Noir alla francese a Una Marina di Libri di Palermo
(7-10 giugno 2018)

 

Un gemellaggio noir

 


Quest’anno le relazioni culturali franco-italiane si sono tinte di noir in più di un’occasione: l’Institut Français Italia e l’Institut Français di Palermo hanno patrocinato e curato il sodalizio tra i festival letterari Una Marina di Libri di Palermo e il Quais du Polar di Lione. Il festival francese (il più importante in Europa per la sua specializzazione in letteratura poliziesca) ha ospitato ad aprile un’importante delegazione di autori e professionisti italiani del genere giallo; dal 7 al 10 giugno, inoltre, nove autori francofoni hanno discusso della tradizione e della traduzione noir nell’incantevole cornice dell’Orto Botanico di Palermo, accompagnati e sollecitati da rappresentanti professionali del settore, francesi e italiani.

Lo speciale accolto all’interno della programmazione di Una Marina di Libri ha preso il nome di Noir alla francese e ha proposto otto incontri letterari e professionali, nonché un atelier di scrittura creativa e un gioco urbano ispirato a un romanzo giallo di Santo Piazzese.

Palermo e la Sicilia si sono dimostrati dei contesti ideali, non solo per la tradizione letteraria legata a questi luoghi, ma anche per la presenza di una casa editrice storicamente impegnata nella promozione di questo genere, Sellerio. Lione ha quindi trovato in Palermo un’interlocutrice d’elezione.

L’accoglienza dei visitatori del festival Una Marina di Libri si è infatti  dimostrata calorosa, e Noir alla francese è riuscito a raggiungere diverse fasce di pubblico: dagli aficionados della letteratura francese, coinvolti dai professionisti e dagli autori del settore, al grande pubblico interessato al giallo e alla fiction generalista, passando per i trecentoquaranta partecipanti all’inchiesta urbana curata da U’Game.

L’Orto botanico di Palermo © Azzurra De Luca

Noir alla francese

Una Marina di Libri ha scelto l’oralità come tema portante della sua nona edizione, denominata perciò “Cucitor di canti”. Il percorso, polifonico e ricchissimo, ha contato più di trecento incontri, a cui si sono unite le voci di otto autori francofoni: Barbara Abel, Laurent Binet, Gilles del Pappas, Marc Fernandez, Emmanuel Grand, Dominique Manotti, Dominique Sylvain et Olivier Truc. Nella programmazione Noir alla francese, poi, si sono inseriti anche una translation slam a partire da un testo di Emmanuel Grand, un incontro professionale sulla traduzione e sulla promozione del polar in Italia, il gioco-indagine urbana firmato U’Game e un dibattito sulla traduzione italiana di Simenon.

Noir alla francese non è stato una semplice esplorazione dei temi del giallo o del noir, ma ha innanzitutto concepito delle tavole rotonde che celebrassero la varietà stilistica e espressiva di tutta la produzione che si fa coincidere con la letteratura poliziesca (thriller, gialli, noir etc); insieme, ha dedicato un’attenzione speciale ai professionisti dell’editoria che spesso restano invisibili, affidando la parola a editor, traduttori, programmatori di festival e insegnanti di scrittura creativa; infine, ha voluto omaggiare anche l’imprescindibile istanza d’intrattenimento sottesa al genere giallo, allestendo un’indagine che si è svolta all’interno dell’Orto Botanico e che ha stimolato la curiosità scientifica di molti lettori.

 

Gli incontri con gli autori

Inaugurazione del festival © Maria Anna Giordano

Il primo obiettivo di Noir alla francese è stato dunque quello di valorizzare la diversità della fiction poliziesca: la programmazione si è aperta, non a caso, su una discussione attorno alle fonti del giallo con Olivier Truc, Marc Fernandez e Piergiorgio di Cara, moderati da Gian Mauro Costa. Tre scrittori dalla doppia carriera (i primi due giornalisti, il terzo commissario) hanno discusso della sovrapposizione di finzione e realtà in racconti che s’ispirino a fatti di cronaca o innestino l’invenzione sul dato storico.

 

Gian Mauro Costa, Olivier Truc et Marc Fernandez à Una Marina di Libri  © Maria Anna Giordano

La seconda tavola rotonda ha poi individuato un fenomeno tipico del giallo, chiamato in questa speciale occasione francofona polarizzazione (polar è il nome più diffuso per il genere in Francia). Gian Mauro Costa ha parlato con Dominique Sylvain, Santo Piazzese e Laurent Binet della trasfigurazione che subiscono i luoghi quando diventano scene di un crimine: con l’occasione si è viaggiato dalla Tokyo di Sylvain alla Parigi di Binet, passando per la Palermo di Santo Piazzese.

 

Gian Mauro Costa, Laurent Binet et Dominique Sylvain à Una Marina di Libri  © Azzurra De Luca

In seguito, ancora Gian Mauro Costa ha esplorato con Barbara Abel e Emmanuel Grand gli inesauribili strumenti a disposizione del giallo, passando dall’analizzare la tecnica della suspense (di cui Abel è maestra) al considerare l’apporto tematico dell’indagine sociale (che in Grand s’intreccia con l’inchiesta poliziesca).

L’ultimo incontro letterario è stato dedicato a Dominique Manotti, amatissima scrittrice del catalogo Sellerio: Costa ha ripercorso la sua carriera interrogandola sui rapporti della sua opera con la sua biografia e con l’Italia.

Gli incontri professionali, l’atelier e l’inchiesta U’Game

Noir alla francese ha dedicato uno spazio anche ai professionisti dell’editoria e della programmazione di eventi: si sono confrontati sulla ricezione del polar in Italia Ena Marchi, editor della narrativa francese e italiana di Adelphi, Bernadette Vincent, responsabile del Settore Libro dell’Institut français Italia, Hélène Fischbach, direttrice del Quais du Polar di Lione, e Piero Melati, direttore artistico di Una Marina di libri.

La traduzione è lo strumento invisibile ma imprescindibile per la diffusione e la promozione del polar: perciò si è dato spazio a un appassionante incontro tra Ena Marchi e Marina di Leo, storica traduttrice di Simenon per Adelphi, e a una translation slam su un testo di Emmanuel Grand, in cui i due traduttori Alberto Folin e Caterina Pastura si sono sfidati in presenza dell’autore e del pubblico, invitato a partecipare.

C’è stato tempo anche per sperimentare la creazione diretta, attraverso due iniziative. Una classe di studenti ha avuto l’occasione di lavorare direttamente alla scrittura di un testo noir, guidati da un autore d’eccezione: Gilles del Pappas, esponente del polar mediterraneo, ha prestato gli strumenti del mestiere al suo pubblico e tenuto un corso di scrittura creativa di giallo. Trecentoquaranta persone, infine, si sono cimentate nella ricostruzione di una storia misteriosa all’interno dell’Orto Botanico: la società U’Game, in collaborazione ancora con l’Institut Français, ha concepito, a partire da un romanzo di Santo Piazzese, Delitto alla Marina, un percorso interattivo da svolgere con l’aiuto di smartphone e attraverso la decodificazione di indizi.

 

Hélène Fischbach, direttrice del Quais du Polar di Lione e Eric Biagi, direttore dell’Institut Français di Palermo  © Maria Anna Giordano